Cos'è la meditazione? Perchè meditare? Qual'è la tecnica più adatta per me? La risposta a tutte queste domande si trova in questo libro che ha ""i piedi per terra"", scritto da una giovane monaca Buddhista occidentale, con una solida esperienza della pratica e dell'insegnamento della meditazione. Come Meditare, Una guida pratica, contiene la spiegazione di una grande varietà di autentiche e fondate tecniche meditative: dai semplici esercizi di controllo del respiro e di consapevolezza mentale, alla meditazione sulla vacuità, la visualizzazione e la recitazione dei mantra, le meditazioni analitiche sulla realtà della vita e sulla sofferenza, fino alle meditazioni che utilizzano i canali psichici del corpo sottile. Sono incluse anche molte preghiere associate alla pratica del Sentiero Mahayana. In sostanza, viene esposta l'intera gamma delle tecniche usate da secoli dal Buddhisti Tibetani. Il libro è scritto principalmente per chi vuole praticare la meditazione, ma è utile anche a chi semplicemente voglia sapere cos'è la meditazione.
Biblioteca soci
In questo libro il Dalai Lama continua la sua opera di insegnamento e diffusione in tutto il mondo dei principi del buddhismo tibetano presentando la parte centrale del Bhavanakrama, il manuale di meditazione di un grande santo e studioso del nono secolo, Acharya Kamalashila. L'interpretazione del Dalai Lama riporta alla luce un testo prezioso della tradizione che era andato perduto nei difficili anni vissuti dal Tibet, e che deve essere considerato una vera e propria ""chiave che apre la porta verso tutte le altre principali scritture buddhiste"". Kamalashila e il Dalai Lama espongono - anche e soprattutto a vantaggio dei lettori occidentali - alcuni temi fondamentali della spiritualità buddhista: la natura della mente e i metodi per svilupparne le potenzialità; la compassione e l'equanimità; la natura della sofferenza; la saggezza unita alla compassione; le meditazioni della ""calma dimorante"" e della ""visione speciale"". I libri del Dalai Lama sono la guida migliore per conoscere una delle più grandi e influenti religioni mondiali; allo stesso tempo, sono un itinerario verso la pace, la saggezza, l'illuminazione, nel corso del quale tutti, e non solo i buddhisti, potranno cercare una risposta - proprio grazie alla calma dimorante e alla visione speciale - agli interrogativi dell'esistenza.
La millenaria tradizione medica tibetana in un Volume straordinariamente illustrato a colori che è un viaggio senza precedenti nel mondo dell´equilibrio fisico e spirituale attraverso la lettura degli antichi documenti. Il corpo: ricettacolo di trasformazioni, la malattia: affrontare il dolore, la diagnosi: sviluppare la saggezza, guarire: ristabilire l´equilibrio... Illuminante.
Grazie a questo prestigioso volume è possibile ammirare l'intera collezione di thangka conservati presso il Museo di Etnografia di Ginevra. Le 80 tavole a colori riprodotte a piena pagina sono accompagnate da un commento dettagliato dell'immagine alla quale si affiancano talvolta anche vari oggetti rituali significativi per la pratica del buddismo tibetano.
L'ARTE DEI THANGKA
La pratica del buddismo tibetano, che ricorre in gran parte all'immaginazione per evocare nei fedeli le realtà della vita spirituale, ha dato vita all'arte dei thangka.
La parola tibetana thangka significa semplicemente immagine. Attualmente, il temine è utilizzato in modo più specifico per designare le insegne dipinte che ornano i templi e servono al culto.
Solitamente un thangka si presenta come una tela di cotone di dimensioni più o meno grandi. Quelli conservati nei monaseri raggiungono dimensioni considerevoli, mentre altri, principalmente destinati all'uso domestico, possono essere molto piccoli.
Le tele sono più o meno fini. Si trovano dipinti eseguiti su seta e altri carta o anche su pelle. Alcuni thangka non sono dipinti: sono costituiti da pezzi di stoffa di colori diversi cuciti insieme e ricamati in modo da creare un motivo.
L'arte dei thangka è essenzialmente religiosa. Il suo obiettivo non è esprimere i sentimenti dell'artista o la sua particolare visione del mondo, ma di evocare, per mezzo dei simboli e delle immagini, i principi immutabili della Legge buddista.
IN LINGUA FRANCESE
La Fondazione Palazzo Bricherasio intende proporre con questa mostra gli aspetti di una cultura e di un'arte nei confronti delle quali in genere si ha una scarsa conoscenza storica, spesso arricchita da elementi di ingenua attrazione per i suoi aspetti esoterici e rituali piuttosto che per quelli filosofici ed estetici. La mostra si presenta come la più completa rassegna di arte tibetana finora presentata in tutta Italia e vedrà affiancate alle famose tempere su tela (note come thang-ka) un notevolissimo repertorio di sculture bronzee e lignee, la più ricca raccolta pubblica di copertine lignee dei grandi volumi del Canone Buddhista Tibetano, e una serie di preziosi frammenti di decorazioni metalliche di antichi monumenti fortunosamente scampati alle distruzioni della Rivoluzione Culturale.
Je Tzong Khapa, (1357 - 1419), è venerato come uno dei più importanti lama e yoghin tibetani, i cui eclettici e analitici studi e meditazioni, compiuti sotto la guida di maestri di tutte le scuole tibetane dell'epoca, (Kadam, Sakya, Kagyu e Nyingma), hanno avuto come risultato la fondazione della scuola e sistema dottrinale dei Ghelupa, la cui grande importanza nell'eredità e nella preservazione del Buddhismo tibetano viene universalmente riconosciuta.
Vita e Insegnamenti di Tzong Khapa riunisce per la prima volta varie opere estremamente importanti e utili di Lama Je Tzong Khapa riguardanti la sua figura, testi che includono aspetti trascendentali dei Sutra, dei Tantra e della meditazione sulla visione superiore della vacuità, insieme a conversazioni mistiche con grandi bodhisattva e poemi profondamente spirituali in lode a Manjushri, Maitreya e così via.
L'antologia si conclude con vari canti di lode e riconoscimento a Tzong Khapa, di toccante intensità, composti da famose e realizzate personalità del Buddhismo Tibetano, quali il Settimo Dalai Lama, l'Ottavo Karmapa, Dulnagpa Paldem, Kedrub Je e altri ancora, volti a celebrare il suo incommensurabile contributo al Buddhismo Tibetano.
Je Tzong Khapa, (1357 - 1419), è venerato come uno dei più importanti lama e yoghin tibetani, i cui eclettici e analitici studi e meditazioni, compiuti sotto la guida di maestri di tutte le scuole tibetane dell'epoca, (Kadam, Sakya, Kagyu e Nyingma), hanno avuto come risultato la fondazione della scuola e sistema dottrinale dei Ghelupa, la cui grande importanza nell'eredità e nella preservazione del Buddhismo tibetano viene universalmente riconosciuta.
Vita e Insegnamenti di Tzong Khapa riunisce per la prima volta varie opere estremamente importanti e utili di Lama Je Tzong Khapa riguardanti la sua figura, testi che includono aspetti trascendentali dei Sutra, dei Tantra e della meditazione sulla visione superiore della vacuità, insieme a conversazioni mistiche con grandi bodhisattva e poemi profondamente spirituali in lode a Manjushri, Maitreya e così via.
L'antologia si conclude con vari canti di lode e riconoscimento a Tzong Khapa, di toccante intensità, composti da famose e realizzate personalità del Buddhismo Tibetano, quali il Settimo Dalai Lama, l'Ottavo Karmapa, Dulnagpa Paldem, Kedrub Je e altri ancora, volti a celebrare il suo incommensurabile contributo al Buddhismo Tibetano.
Il tantra di Kalachakra è una pratica di meditazione buddhista che appartiene alla classe dei tantra dello yoga supremo, i più profondi insegnamenti del veicolo del bodhisattva. Secondo la tradizione, Buddha Shakyamuni si manifestò come Kalachakra nel sud dell’India ed espose questo tantra su richiesta
di Suchandra, re di Shambala. In seguito, il re Suchandra diffuse gli insegnamenti di Kalachakra tra gli abitanti di Shambala. E detto che questi insegnamenti e la loro pratica ricomparvero in India soltanto nell’XI secolo, poco prima di essere introdotti in Tibet. Da allora, fino agli sconvolgimenti del secolo attuale, si sono propagati non solo tra i tibetani, ma anche nelle zone mongole a nord, così come nel Sikkim, nel Bhutan, nel Nepal e nelle regioni a sud e a ovest dell’Himalaya.
Il Kalachakra è stato uno degli ultimi e più complessi sistemi tantrici introdotti in Tibet dall’India. A differenza di quanto accade negli altri tantra, che non consentono di iniziare più di venticinque persone alla volta, al rito di Kalachakra partecipano, per tradizione, più vaste moltitudini. Le iniziazioni di Kalachakra vengono conferite sulla base di un mandala, la sacra dimora con le sue divinità residenti, di solito raffigurato in forma grafica.
La tradizione che seguo utilizza un mandala formato da sabbie colorate, costruito con estrema accuratezza prima di ogni iniziazione e distrutto alla fine della cerimonia.
È importante capire quali sono gli aspetti fondamentali del sentiero buddhista che forniscono il contesto al cui interno i mandala possono essere usati come oggetto di meditazione. Il primo è il forte desiderio di mettere fine alle esperienze di sofferenza degli esseri ordinari. Queste vanno dal piacere relativo degli dei e degli umani fino al dolore e ai tormenti degli animali, degli spiriti famelici e degli abitanti delle regioni infernali. Il praticante deve inoltre provare un forte desiderio di realizzare l’illuminazione per il bene degli altri e avere una corretta visione della realtà.
Il tantra di Kalachakra è una pratica di meditazione buddhista che appartiene alla classe dei tantra dello yoga supremo, i più profondi insegnamenti del veicolo del bodhisattva. Secondo la tradizione, Buddha Shakyamuni si manifestò come Kalachakra nel sud dell’India ed espose questo tantra su richiesta
di Suchandra, re di Shambala. In seguito, il re Suchandra diffuse gli insegnamenti di Kalachakra tra gli abitanti di Shambala. E detto che questi insegnamenti e la loro pratica ricomparvero in India soltanto nell’XI secolo, poco prima di essere introdotti in Tibet. Da allora, fino agli sconvolgimenti del secolo attuale, si sono propagati non solo tra i tibetani, ma anche nelle zone mongole a nord, così come nel Sikkim, nel Bhutan, nel Nepal e nelle regioni a sud e a ovest dell’Himalaya.
Il Kalachakra è stato uno degli ultimi e più complessi sistemi tantrici introdotti in Tibet dall’India. A differenza di quanto accade negli altri tantra, che non consentono di iniziare più di venticinque persone alla volta, al rito di Kalachakra partecipano, per tradizione, più vaste moltitudini. Le iniziazioni di Kalachakra vengono conferite sulla base di un mandala, la sacra dimora con le sue divinità residenti, di solito raffigurato in forma grafica.
La tradizione che seguo utilizza un mandala formato da sabbie colorate, costruito con estrema accuratezza prima di ogni iniziazione e distrutto alla fine della cerimonia.
È importante capire quali sono gli aspetti fondamentali del sentiero buddhista che forniscono il contesto al cui interno i mandala possono essere usati come oggetto di meditazione. Il primo è il forte desiderio di mettere fine alle esperienze di sofferenza degli esseri ordinari. Queste vanno dal piacere relativo degli dei e degli umani fino al dolore e ai tormenti degli animali, degli spiriti famelici e degli abitanti delle regioni infernali. Il praticante deve inoltre provare un forte desiderio di realizzare l’illuminazione per il bene degli altri e avere una corretta visione della realtà.
"Nel ""Sutra del cuore"" il Dalai Lama spiega il profondo significato filosofico e psicologico di uno dei principali e più complessi testi della tradizione buddista. Con il suo caratteristico stile, analizza riflessioni e insegnamenti del Budda e dei grandi maestri del buddismo, fornendo anche un affresco delle principali scuole di pensiero buddiste, dei loro punti di vista e della loro storia. ";"
"Mostreremo il vero Tibet, tibetani e tibetane autentici, fatti realmente accaduti, sarà il primo romanzo scritto da un Lama tibetano, per la gloria dell'alto Paese delle nevi, per il lontano Occidente.""
E' il 1929 quando esce a Parigi (edizioni Plon) Il lama dalle cinque saggezze. Forse è la prima volta in Europa che uno spaccato autentico di vita/cultura/religione/antropologia e geografia tibetane vengono narrati in un romanzo lucente, scritto insieme con Lama Yogden, il figlio adottivo di Alexandra David-Néel, compagno fedele - per una vita intera - di mille appassionanti avventure di viaggio.
Sotto il velo della contraffazione di nomi e personaggi si cela evidentemente una storia realmente accaduta, quella di un bambino speciale -Mipam- venuto alla luce sotto il segno di prodigi e segni mirabili, piccolo Buddha reincarnato, destinato, una volta divenuto adulto, a comprendere e finalmente sciogliere i fili insondabili del karma che per innumerevoli vite lo hanno legato ad un amore profondissimo e sfortunato.
Esperienza dopo esperienza, passo dopo passo, dolore dopo dolore, da bambino a uomo adulto, Mipam - tornato al monastero d'origine dopo anni di mercatura - finalmente ritroverà il proprio posto, la condizione e il senso della propria esperienza, nonché la conoscenza più alta delle cinque saggezze.
In India, la fede nel perenne ciclo delle nascite e delle morti (samsara) e nella serie senza principio e senza fine delle azioni e dei frutti delle azioni (karman) ispira il senso della vita stessa. E’ perciò naturale che una dottrina secondo la quale la storia di un essere si forma lungo una serie di vite successive abbia introdotto un genere letterario rappresentato dai racconti delle innumerevoli vite che il Buddha avrebbe vissuto prima della sua esistenza storica: questi sono i Jataka.
"In questo libro Sua Santità Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama, offre una chiara e penetrante panoramica della pratica buddhista tibetana, ponendo come sempre l'accento sulla pratica dell'amore, della gentilezza e della responsabilità universale. Il suo è un invito a essere consapevoli e presenti in ogni momento, costantemente vigili nel controllo dei nostri atteggiamenti, delle nostre azioni e motivazioni, a impegnarci in una seria indagine sul funzionamento della nostra mente e a cercare di apportare mutamenti positivi all'interno di noi stessi. Insignito nel 1989 del premio Nobel per la pace, il Dalai Lama è universalmente rispettato come uno dei più importanti leader spirituali. Questo libro è per tutti noi un'ottima occasione per accostarci a un grande uomo e ai suoi insegnamenti."
(Richard Gere)



