Quale che sia la tradizione cui si affida il meditante, la postura costituisce uno strumento insostituibile per aprire la mente e un mezzo potente per attivare le energie del corpo e della psiche.
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L'ars moriendi tibetana in un esauriente compendio di tecniche per trasformare l'esperienza inevitabile della morte in un'occasione di risveglio.
L'insegnamento Dzogchen, o grande perfezionamento, mira a far riconoscere la condizione pura o autentica di ogni individuo. A tal fine insegna a osservare se stessi per scoprire i propri limiti e uscire dalla gabbia della condizione dualistica creata dalla mente. Con la perdita dell'orignaria condizione di purezza, nascono le passioni, stati di sommovimento all'interno della psiche, le quali causano la trasmigrazione nella ruota delle apparenze fenomeniche o Samsara.
Il nostro spazio è troppo angusto, il nostro tempo troppo breve e la nostra consocenza troppo limitata. Attraverso visualizzazioni ed esercizi pratici questo libro sfida e trasforma la nostra concesione della realtà, aprendo una nuova visione affascinante che ci guiderà verso quella libertà intrinseca dalla quale derivano tutte le altre libertà.
"Se imparando a riconoscere gli otto dharma mondani riusciamo a distinguere con chiarezza ciò che è Dharma da ciò che non lo è, allora, anche se non dovessimo imparare nient'altro, saremmo veramente molto fortunati. Questa conoscenza da sola ci dà davvero una grande opportunità: poter mettere in pratica il Dharma nella vita quotidiana, creando una quantità incredibile di meriti".
Per il praticante occidentale, che spesso cerca nella meditazione una terapia per le sue difficoltà emotive; per lo psicoterapeuta, che molto può trarre dal confronto con una scienza della mente che vanta una visione globale dell'esperienza psicologica umana.
Questo volume è il commento dedicato dal Venerabile Lama Thamthog Rimpoce agli argomenti esposti nel Sentiero Graduale, noto in tibetano come Lamrim, l'opera che contiene l'intero corpus degli insegnamenti originari di Buddha. Egli insegna che per praticare davvero una via spirituale è necessario sviluppare la saggezza nei tre gradi corrispondenti a tre stadi di conoscenza: il primo è basato sull'ascolto, il secondo sulla riflessione, il terzo sulla meditazione. Le parole di questo libro ci aiutano a raffinare progressivamente la menet, superando le emozioni disturbanti e le visioni erronee, approdando alla saggezza ultima e dunque alll'Illuminazione finale. Thamthog Rimpoce lo fa con quell'immediatezza che solo una profonda conoscenza dell'anomo umano abbinato all'esperienza concreta delle cose del mondo può dare, e ci dimostra quanto il buddhismo, nato nella remota India di 2500 anni fa, possa essere vivo e ricco di significato anche per la società occidentale contemporanea.
Questo volume è il commento dedicato dal Venerabile Lama Thamthog Rimpoce agli argomenti esposti nel Sentiero Graduale, noto in tibetano come Lamrim, l'opera che contiene l'intero corpus degli insegnamenti originari di Buddha. Egli insegna che per praticare davvero una via spirituale è necessario sviluppare la saggezza nei tre gradi corrispondenti a tre stadi di conoscenza: il primo è basato sull'ascolto, il secondo sulla riflessione, il terzo sulla meditazione. Le parole di questo libro ci aiutano a raffinare progressivamente la menet, superando le emozioni disturbanti e le visioni erronee, approdando alla saggezza ultima e dunque alll'Illuminazione finale. Thamthog Rimpoce lo fa con quell'immediatezza che solo una profonda conoscenza dell'anomo umano abbinato all'esperienza concreta delle cose del mondo può dare, e ci dimostra quanto il buddhismo, nato nella remota India di 2500 anni fa, possa essere vivo e ricco di significato anche per la società occidentale contemporanea.
Che cosa ti induce a fare le fusa? Tra tutte le domande questa è la più importante. E ci mette tutti sullo stesso piano perché: che tu sia un gattino giocherellone o un anziano gatto sedentario, un randagio tutto pelle e ossa dei sobborgi o una gatta dal manto lucido dei quartieri alti, al di là della tua situazione, insomma, vuoi solo essere felice. Di una felicità duratura che ti spinga a fare le fusa dal profondo del cuore.
Questi insegnamenti non sono solo un'accurata descrizione degli stati di bardo esposti nel famoso Libro Tibetano dei morti, ma una vera e propria guida a quei momenti intermedi di coscienza che favoriscono la liberazione.
Questo testo contiene gli insegnamenti di base del Santi Maha Sangha, un corso di studio e pratica in nove livelli dedicato all'approfondimento dell'insegnamento Dzogchen o Totale Perfezione.
"Se riesci a domare la mente, persino nel momento della morte ti renderai conto che l'impressione di morire è dovuta soltanto ad un particolare pensiero, e che la natura della mente è assolutamente al di là del vivere e del morire. Sarebbe una cosa eccellente se potessi avere questa fiducia. Quindi tieni a cuore queste brevi istruzioni essenziali".
Il fulcro delle istruzioni consiste nel "domare la mente", nel modificare la nostra percezione del mondo e di noi stessi, conquistando la "visione" dello Dzogchen.
In ognuno di noi c'è un innato spirito di ribellione. Fa parte della nostra persona, e se alimentato da saggezza e compassione, ha il potere di liberarci dalla paura e dall'infelicità. E' la voce della nostra mente desta. E' il nostro Buddha ribelle, l'acuta e limpida intelligenza che si oppone alla condizione di illusorietà in cui ci muoviamo normalmente, che ci riscuote dalla passiva accettazione dell'ingannevole realtà di tutti i giorni, svelandoci la forza della nostra natura illuminata.
Il Dalai Lama ci parla presenta la varietà e la profondità delle idee personali, politiche e religiose del leader tibetano. Include i ricordi della scoperta e dell'infanzia di Sua Santità, le sue considerazioni sulla necessità di un imperativo morale nei rapporti mondiali, come pure una inedita descrizione delle condizioni del Tibet occupato dai cinesi. FRa gli altri soggetti discussi vi sono i songi, la memoria, i culti religiosi, le origini della vita e dell'universo e lo sviluppo di bodhicitta, la mente dell'Illuminazione.
L'ultimo capitolo fornisce un vivido commento alla realizzazione della vacuità, che secondo il buddhismo è la natura definitiva degli esseri e dei fenomeni.



